Le Grotte di Pradis

"Le Grotte di Pradis - son doni e riserve
Pel tempo futuro - dei servi fedel.
Così in questo cerchio - racchiuso fra' monti
Col taglio di un raggio - che il Cosa gli fa
"
(Don Giacomo Bianchini)

Sono questi alcuni versi con cui Don Giacomo Bianchini, parroco a Pradis di Sotto negli anni 20, esaltò la bellezza di quelle che oggi sono conosciute come Grotte di Pradis.
Fu negli anni 60 che Don Terziano Cattaruzza realizzò, a distanza di quarant'anni dall'intuizione del suo predecessore e con l'aiuto concorde dei parrocchiani, le prime opere per la fruizione turistica di questo ambito di grande interesse naturalistico.
Provenendo da Clauzetto, le Grotte di Pradis si incontrano dopo circa 4,5 Km, in prossimità dell'abitato di Gerchia, a Pradis di Sotto. Lasciata l'auto nel comodo parcheggio sulla strada provinciale, si inizia la visita.
La parte superiore, facilmente raggiungibile, è costituita dalla Grotta della Madonna, una enorme cavità in grado di contenere oltre 1000 persone. Questa grande grotta, che ogni anno il 24 dicembre costituisce la cornice di una toccante messa di Natale, è dal 1968 Tempio Nazionale dello Speleologo e ospita al suo interno una statua realizzata dallo scultore Costantini di Assisi, ormai conosciuta come "Madonnina delle Grotte".  

Sia la grotta della Madonna che quella immediatamente prospiciente alla sua entrata costituirono, in epoca remota, rifugio dell'uomo preistorico e dell'orso delle caverne (Ursus Speleus).
Sono stati infatti rinvenuti diversi reperti (selci, carboni di focolare, ossa) che ne confermano la presenza.
Di fronte all'entrata della Grotta della Madonna si imbocca la scalinata che conduce, attraverso i suoi 207 gradini, al fondo dell'Orrido oggi intitolato a Don Giacomo Bianchini.
L'Orrido è sicuramente la parte più spettacolare dell'intero ambito: costituito dalla profonda forra scavata dal torrente Cosa che scorre sul suo fondo e qui riceve come affluente il Rio Molat che vi si getta con una cascata il cui effettivo coreografico merita veramente di essere ammirato.
Sorprendenti, seguendo i percorsi in fondo all'Orrido, sia lungo il corso del Cosa che nelle due caverne laterali parzialmente illuminate, sono gli effetti creati dai giochi di acqua e di luce. Prima di intraprendere la risalita, merita fermarsi ad ammirare il maestoso crocifisso bronzeo, opera del professor Gatto di Treviso, posto in fondo all'Orrido quasi a placare l'impeto delle acque del Cosa.
Risaliremo quindi in superficie accompagnati dalle note delle più famose melodie classiche e popolari diffuse sulla Valle di Pradis dal carillon delle Grotte.
Questo è quanto si offre attualmente al visitatore

Sito internet: www.grottedipradis.it

GROTTE DI PRADIS