LA FAUNA

Rispetto al passato, la ridotta presenza umana ha favorito la diffusione della specie, sia fra gli ungulati che fra i carnivori, un tempo confinate nelle poche aree boschive o nelle zone più impervie.
Il capriolo, giunge ormai in prossimità delle abitazioni e non è raro, in particolare all'alba o al tramonto, nelle radure o al limitare dei boschi, scorgere qualcuno intento a pascolare o vedersi attraversare la strada nel momento più inaspettato.

Il camoscio, specie in espansione, predilige le zone più impervie, prossime alle vette e poco frequentate dall'uomo. Va segnalata, da qualche anno, anche la presenza del cinghiale e del cervo oltre alle osservazioni relative all'aquila reale e al passaggio dell'orso, la cui presenza risulta ormai certa nella zona del monte Ciaurèc sopra Travesio e Castelnovo del Friuli e quindi anche verso il territorio comunale di Clauzetto.  

LA FLORA

Notevole è la varietà di specie sia forestali che floristiche.
Le aree esposte a sud e caratterizzate da substrato roccioso, presentano fitte boscaglie con prevalenza del carpino nero e dell'orniello. I terreni più profondi e l'alta piovosità hanno consentito lo sviluppo di boschi di alto fusto a faggio e acero che, in particolare i primi, negli autunni più asciuti e soleggiati si accendono in una emozionante tavolozza di colori variante dal giallo al rosso intenso.
Va segnalata la presenza, lungo la forra del torrente Rio Secco e del Torrente Cosa, di alcune colonie di leccio, piante sempreverdi tipiche della macchia mediterranea che costituiscono, per le nostre zone, dei veri e propri relitti botanici. l'osservazione di queste piante è più agevole nei mesi invernali, quando si distinguono dal resto della vegetazione, in particolare sulle rocce sopra la centralina idroelettrica del Tul che si incontra entrando nel territorio comunale da Spilimbergo, all'altezza della località Mulinars, numerose sono le specie floristiche. Vanno segnalati i gigli: in particolare il giglio rosso o di San Giovanni che fiorisce verso la fine giugno e il giglio giallo e quello della Carniola presenti invece sui pendii ripidi e luminosi in quota.
Il periodo dalla primavera all'estate vede rifiorire i prati di una miriade di coloratissimi fiori, fra i quali spicca, verso la fine di maggio, il candido e profumatissimo narciso.
Mentre i sottofondi rocciosi sia a fondovalle che in quota si caratterizzano a fine inverno per le fioriture di erica, all'inizio della primavera i sottoboschi si coprono di veri e propri tappeti di anemoni, primule e bucaneve, e quindi l'estate, la stagione del ciclamino.
Non è raro incontrare, nella giusta stagione, fragole di bosco, more di rovo e lamponi che possono costituire una vera e propria delizia del palato.  

Di particolare interesse è la cospicua presenza di averi endemismi delle Alpi Sud Orientali, cioè di specie che presentano areali di diffusione discontinui rispetto all'area tipica di origine, residuati delle vicende paleografiche legate alle diverse glaciazioni.
Alcuni si distinguono per la particolare bellezza e fra questi meritano di essere citati la primula di Wulfen, le pianelle della Madonna e l'appariscente raponzolo di roccia, che attecchisce negli anfratti rocciosi alle quote più alte.