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ITINERARI TURISTICI
Nell'ambito della scelta disponibile per i praticanti della MTB, si propongono tre itinerari per i quali il punto di partenza e arrivo è individuato sul piazzale delle Grotte di Pradis (520 m s.l.m.).
ITINERARIO N. 1: GIRO DELLA VALLE DI PRADIS
Si sviluppa su 4,8 km nei dintorni delle Grotte, quasi esclusivamente attraverso strade a fondo naturale, boschi e antiche mulattiere. Dal piazzale ci dirigiamo ad imboccare la strada per Campone e appena superato il ponte sul Cosa (II puint di piere) prendiamo a sinistra la strada bianca che ci conduce, attraverso il bosco, sopra la vecchia cava di marmo di Pie (km 1,5). Da qui risaliremo verso destra il prato e quindi nel bosco di faggio per poi attraversare una radura con cespugli di nocciolo. Ritroviamo quindi la traccia della strada forestale (km 2,0) che risale il ciglio di Rio Secco e ci porta a ritrovare la strada per Campone (km 2,7). Da questo punto per i non esperti è consigliabile il rientro a Pradis lungo la provinciale, in quanto il resto del percorso presenta da qui in avanti alcuni tratti in forte discesa piuttosto pericolosi.
Superata la provinciale proseguiamo prima su strada bianca e quindi su mulattiera attraverso il bosco, giungendo al crocefisso dei Battei (km 3,7). Con prudenza scendiamo lungo i tratti di "clapadòrie" che, lasciata alla nostra sinistra la borgata dei Planelles ci conducono al ponticello sul Cosa (km 4,2). Superatolo, risaliamo sulla strada asfaltata e prendiamo a destra raggiungendo la chiesa di Pradis e tornando al punto di partenza.
ITINERARIO N. 2: GIRO DELLA PIEVE D'ASIO
Lungo circa 14 km, attraverso Pradis di Sopra e la Mont di Vit, ci porta fino a Vito d'Asio, all'antica pieve e a Clauzetto, lungo un tracciato non troppo impegnativo e dotato di punti panoramici notevoli.
Superato il bosco e la pineta sotto il parcheggio delle Grotte incrociamo l'asfaltata dei Cocchius che prendiamo a sinistra per circa 100 metri fino ad imboccare a destra la ripida sterrata (La Frate) che risale il bosco.
Superato il bosco e la località Queste, giungiamo al punto di partenza della strada bianca dei Mions (km 1,0 località Agaries), che imbocchiamo e ci conduce in località Omenars (km 2,6) dove prendiamo a destra superando la chiesetta del Crocefisso e giungendo dopo circa 500 metri al bivio per il monte Pala dal quale proseguiamo in salita a sinistra.
Al primo tornante, in località Zuaniers (km 3,2), prendiamo a destra la strada per la Mont di Vìt. Seguendo il versante sopra Clauzetto, godiamo di un vasto panorama sulla pianura e giungiamo ad attraversare le stalle di Spignons, alla quota di 742 metri, il punto più alto della nostra escursione. Si entra nel territorio del Comune di Vito d'Asio, prendiamo a sinistra ad un primo incrocio (km 6,5) e a destra a quello successivo (km 7,4) giungendo al monumento degli alpini e quindi scendendo rapidamente alla parrocchiale di S. Michele Arcangelo (km 8,8) che lasciamo sulla nostra destra. Proseguendo nell'abitato di Vito d'Asio, dopo circa 200 metri, risaliamo il prato sulla destra e ci immettiamo sulla splendida mulattiera che ci conduce all'ombra del bosco fino alla pievde di S. Martino d'Asio (km 9,6).
Dalla pieve la strada asfaltata ci riporta alla circonvallazione di Clauzetto che seguiremo a destra attraverso Ribons, fino a ritrovare la segnaletica relativa agli antichi percorsi che, lungo la strada di Val, seguiremo fino in località Pezzettes (km 12,6) e quindi sulla provinciale per Pradis fino a superare (alla nostra sinistra) l'ancona dei Vaganins e a imboccare, dopo 100 metri, il tratto di mulattiera che ci porta a superare il rio Molat (km 13,6) su un ponticello in corrispondenza di una caratteristica cascata. Prendendo l'asfaltata a sinistra rientriamo alle Grotte di Pradis.
ITINERARIO N. 3: SCALATA DEL MONTE PALA
Percorso impegnativo, lungo 8 km di salita conduce ai 1.180 metri di quota della Casera Polpazza in vetta al monte Pala. Il tratto iniziale, fino alla località Zuaniers (km 3,2) segue il percorso del precedente itinerario. Da questo punto si prosegue invece in salita superando Rope e raggiungendo l'inizio, sulla destra (km 4,1), della strada bianca che attraverso il bosco di faggio e vasti prati ci conduce alle stalle di Mezzol (km 5,5).
Da qui la pendenza della strada si addolcisce, seguendo due lunghe traverse nel bosco a faggio e abete. Nell'ultimo tratto, usciti dal bosco, la pendenza torna a farsi sostenuta, ma in poche centinaia di metri raggiungiamo la casera oggi adibita a rifugio escursionistico e il meritato riposo appagato dallo splendido panorama circostante.
È un itinerario dotato di apposita segnaletica, realizzato nell'ambito di un progetto finanziato dall'Unione Europea, che si sviluppa per circa 13 km sull'intero territorio comunale attraverso strade, mulattiere, sentieri e tipici borghi. Può essere percorso seguendo due anelli: per entrambe il punto di partenza ideale è posto nel capoluogo, in località Sompville, dove si può comodamente parcheggiare.
GLI ANTICHI PERCORSI: ANELLO N. 1
Percorre le immediate vicinanze del capoluogo, toccando le borgate di Dominisia e Triviat, si sviluppa su circa 3 km ed è percorribile in 1 ora.
Dal lato della ex scuola di disegno verso il campo giochi, imbocchiamo la discesa che, dopo l'attraversamento di tre strade asfaltate ci immette in uno splendido tratto di mulattiera in "clapadòrie" che rapidamente ci conduce a Dominisia. Da qui prendiamo a sinistra risalendo per poche decine di metri la strada provinciale e quindi ci immettiamo nuovamente su mulattiera che ci porta all'ingresso di Triviat. Dopo una rapida visita alla fontana, fra le case seguiamo la salita che conduce alla chiesa di San Giacomo e al belvedere da cui è possibile godere di un panorama entusiasmante. Risalendo dietro là chiesa, costeggiando il cimitero ci portiamo sulla circonvallazione e, dopo poche decine di metri prendiamo sulla sinistra via del Sole che ci riconduce al punto di partenza.
GLI ANTICHI PERCORSI: ANELLO N. 2
Si inoltra verso la Valle di Pradis, ha uno sviluppo di circa 11 km, ed è percorribile a piedi in circa tre ore.
Da Sompville prendiamo la strada per Pradis, deviando subito per la ripida salita di via del Sole e quindi immettendoci sulla mulattiera in clapadòrie sulla sinistra. Questa ci porta alla circonvallazione, che percorriamo a sinistra fino all'incrocio con la strada per Pradis di Sopra e da qui, dopo un centinaio di metri in discesa, prendiamo a destra il tratto di mulattiera che ci porta sulla strada di Val che seguiamo fino a ritrovare la provinciale per Pradis di Sotto all'altezza della borgata Pezzettes. Con una rapida deviazione a sinistra, in circa trecento metri possiamo raggiungere la borgata dei Zuanes che certamente merita una visita.
Altrimenti proseguiamo a destra e seguendo la provinciale arriviamo all'imbocco, sulla destra, del tratto di mulattiera che raggiunge il caratteristico ponticello in pietra sul rio Molat, uscendo dal quale prendiamo a sinistra e quindi a destra per raggiungere, seguendo la segnaletica, la chiesa di Pradis di Sotto. Siamo nei pressi delle Grotte di Pradis, che possiamo visitare con una breve deviazione.
L'itinerario, prendendo la strada a destra dietro la chiesa, ci porta prima a visitare l'antica borgata di Gerchia e, dopo un tratto in buona salita, alle borgate di Sot Ceel, Paludon e quindi alla capanna alpina della Val da Ros e al vicino sacrano militare. Da qui risaliamo per circa 200 m la strada per Pradis di Sopra e quindi prendiamo verso destra la mulattiera che ci conduce alle porte dei Tascans.
Proseguiamo quindi per l'asfaltata che, superato il bivio Orton, ci porta, presso la latteria, ad imboccare la ripida salita che ci conduce vicino alla località Fraspedane, da dove prendiamo a destra un tratto pianeggiante e quindi in discesa.
Superate le borgate di Rope e Zuaniers, all'altezza del primo tornante proseguiamo per la strada della Mont di Vìt e la percorriamo fino all'altezza di Covereaz, da dove imbocchiamo il sentiero che scende lungo il versante dei "roris" fino ad incrociare di nuovo la strada provinciale e a riportarci, verso sinistra, al luogo di partenza.
GLI ANTICHI PERCORSI: ANELLO N. 3
È un itinerario che segue nella parte alta il sentiero CAI n. 820, mentre nella parte di fondovalle si sviluppa su tratti di antichi sentieri e mulattiere.
Non presenta grosse difficoltà ma data la sua lunghezza e i dislivelli percorsi richiede un buon livello di preparazione fisica. In tali condizioni è percorribile in circa 6 ore. Il punto di partenza è situato in località I Piani (650 m s.l.m.) dove, di fronte all'evidente ex cava di marmo, ha inizio il sentiero CAI n. 820.
Ci inoltriamo lungo la stradina fino ad imboccare il sentiero vero e proprio che con un tratto iniziale in notevole pendenza ci conduce in località Cuesterelde. Da qui si apre il panorama sulla Valle di Pradis, sul monte Pala, verso Clauzetto e la pianura. Il sentiero si fa pianeggiante e si inoltra lungo il versante sud del monte fino a riprendere la salita che con cinque rapidi tornantini ci conduce alla fontanella del Bèc. Alla quota di circa 1000 metri, è questa sorgente freschissima l'ultimo punto di rifornimento prima del ritorno a valle. Ci soffermiamo un momento a riprendere fiato e a leggere le parole incise sulla targa fissata alla roccia:
" Per sentieri tortuosi pian piano son arrivato,
un po' stanco ed assetato.
Vicino un tronco cavo a riposar mi son fermato.
Una goccia d'acqua fresca e pura
vidi cader nel tronco da quella roccia dura.
Ridiscesi da quel pendio pensando con amor
a quelle mani che ti han scavato
con fatica sulla cima ti han portato
e sol con le tue gocce ti han lasciato. "
Proseguiamo quindi la salita alternando i tratti nel bosco di faggio a quelli su prato, finché raggiungiamo la cresta del monte (m 1309 punto più elevato dell'escursione) e quindi, percorrendola per circa 100 metri, iniziarne la discesa lungo il versante nord, immettendoci nella faggeta della Foresta Conte Giacomo Ceconi.
Uscendo dal bosco, presso i ruderi della malga di Rossa incrociamo la strada forestale che sale dal Castello Ceconi di Pielungo e prendendone il ramo destro ci dirigiamo verso la Malga Lovet.
Arriviamo in breve alla conca prativa in cui sorge la casera in grado di offrire uno spartano riparo con pagliericci al piano superiore. Voltate le spalle alla casera e tenendoci a destra rispetto alla conca, iniziamo la discesa verso Forno, prestando particolare attenzione ai segnavia bianco-rossi, poiché da qui e fino al Cuel di For la traccia del sentiero è molto approssimativa.
Raggiungiamo la strada forestale che sale da Forno in corrispondenza di una piccola ancona datata 1860 e prendiamo a destra giungendo in vista della borgata. Seguiamo la strada provinciale fino al secondo tornante sotto Forno, in corrispondenza del quale troviamo la vecchia mulattiera che ci porta ad attraversare due caratteristici ponticelli, il primo sul Ru di Salaries, il secondo sul Rio di Molin: poco oltre questo incrociamo una strada forestale che oltrepassiamo proseguendo verso i Fumatins. In corrispondenza di questa borgata incontriamo un crocefisso rispetto al quale teniamo a sinistra e, oltrepassata una passerella in cemento, risaliamo sulla strada provinciale immediatamente a valle del cimitero di guerra. Da qui al rifugio ANA e quindi, dopo circa 1 km, raggiungiamo l'abitato di Paludon dove in corrispondenza del Cristo al centro della borgata ci stacchiamo dalla strada e scendiamo attraverso il bosco fino a giungere, in poche decine di metri, in vista dei tetti della borgata Blancs. Scendiamo davanti alle case (notare all'uscita il particolarissimo capitello) e andiamo subito a guadare il torrente Cosa.
Sulla sponda opposta troviamo la caratteristica ancona dei Blancs e transitando fra questa e la vicina stalla proseguiamo la salita attraversando una strada asfaltata oltre la quale seguiamo per alcune decine di metri una sterrata fino a prendere sulla destra la stretta mulattiera (Strada di Cuestelungje) che ci porta a scollinare (stalla sulla sinistra e piccolo Cristo a destra) e quindi a scendere fino ad incontrare una strada bianca che seguiamo verso destra. Dopo neppure 100 metri arriviamo in corrispondenza di una casa alla nostra sinistra.
Da qui è possibile seguire due itinerari alternativi: seguendo la forestale rapidamente raggiungiamo la strada provinciale e quindi in circa 1 km ritorniamo al nostro punto di partenza oppure, imboccando la salita a destra e deviando a sinistra in corrispondenza di un vecchio box in lamiera, possiamo seguire la vecchia mulattiera che comunque ci conduce alla nostra meta.
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